nuova legge regionale sulle piste da sci approvata nel gennaio di quell’anno.
La normativa, ispirata a quella vigente in Valle D’Aosta e in Trentino Alto Adige, prevede che i Comuni, in questo caso Stresa, possano identificare le cosiddette aree sciabili, che come tali vengono sottoposte a servitù volontaria o coattiva: in sostanza vengono vincolate all’utilizzo pubblico per impianti sciistici e attrezzature accessorie e agli eventuali proprietari spetta, in luogo dell’affitto, un’indennità con ogni probabilità inferiore.
Il Tribunale di Verbania non ha ritenuto di accettare la tesi della S4 e ha dato via libera allo sfratto: «noi già il 13 marzo 2009 abbiamo chiesto, non appena approvata la legge regionale, al Comune di Stresa di avviare le procedure per la definizione delle aree sciabili» sottolinea Stefano Sappa, amministratore della S4. La chiusura e rimozione degli impianti della Selva e del Baby infliggerebbe un colpo quasi mortale al Mottarone: «in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, noi ci tuteleremo e avvieremo le procedure per l’eventuale smontaggio e vendita degli impianti» dice Sappa.
Getta acqua sul fuoco il sindaco Canio Di Milia: «Il Comune di Stresa ha già affidato l’incarico tecnico per arrivare a definire le aree sciabili, proprio l’altro giorno durante un incontro in comune, l’assessore regionale al Turismo Alberto Cirio ha garantito a noi e al comune di Omegna un finanziamento di 20 mila euro per coprire i costi per arrivare all’ individuazione delle piste. Questo dovrebbe permettere di risolvere il problema. Ribadisco che il Mottarone è molto importante per Stresa sia d’inverno per lo sci, che d’estate».
«Credo però che i gestori - commenta Di Milia - avrebbero fatto bene a chiedere il riconoscimento di eventuali loro diritti senza però sospendere unilateralmente i pagamenti dell’affitto».
(Luca Gemelli su La Stampa)

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