Da oggi saranno guardati con più simpatia: i molluschi saranno le sentinelle del Lago Maggiore. Avranno il compito di controllare e vegliare sulla salute delle acque. Il progetto si chiama Sisto ed è stato presentato ieri mattina in municipio a Stresa e riguarda la collaborazione tra il Cnr, l’istituto per lo studio degli ecosistemi di Pallanza, con l’Arpa del Vco e l’istituto di Microbiologia del Canton Ticino.
Il programma è
della durata di tre anni e prevede lo studio e l’eliminazione delle alghe: il costo è di 420 mila euro ed è reso possibile dal contributo di 230 mila euro della Fondazione Cariplo. Il progetto è seguito e sostenuto anche dalla Provincia del Vco e da altri enti, compresi i comuni rivieraschi. «E’ una iniziativa importante - ha evidenziato il sindaco di Stresa Canio Di Milia -: tutti viviamo grazie al turismo e la presenza di alghe danneggia l’immagine: il fenomeno si è presentato nel 2005 e la scorsa estate».
della durata di tre anni e prevede lo studio e l’eliminazione delle alghe: il costo è di 420 mila euro ed è reso possibile dal contributo di 230 mila euro della Fondazione Cariplo. Il progetto è seguito e sostenuto anche dalla Provincia del Vco e da altri enti, compresi i comuni rivieraschi. «E’ una iniziativa importante - ha evidenziato il sindaco di Stresa Canio Di Milia -: tutti viviamo grazie al turismo e la presenza di alghe danneggia l’immagine: il fenomeno si è presentato nel 2005 e la scorsa estate».
Anche quando non nocive quindi le alghe influiscono sulla principale fonte economica del territorio. «Le acque dei nostri laghi godono di buona salute e sono di qualità eccellente - ha detto Luigi Guidetti direttore di Arpa Vco - tuttavia il Lago Maggiore non è esente da fattori di rischio e dunque è importante il monitoraggio».
Cosa come si può intervenire lo hanno spiegato i ricercatori dell’istituto di Pallanza Rosario Mosello e Nicoletta Riccardi. «A provocare la presenza di alghe azzurre - hanno detto i ricercatori - sono principalmente due fattori: l’aumento dei polifosfati contenuti nei detersivi e l’innalzamento della temperatura. Il fenomeno si manifesta con la fioritura di alghe che alterano la trasparenza delle acque, provocano schiuma e depositi di cellule algali in putrefazione lungo le rive».
Insomma uno spettacolo poco bello da vedere che fa passare la voglia di fare il bagno: il problema non è comunque solo estetico. «Ci sono rischi potenzialmente anche per la salute umana - osservano gli esperti - in quanto le tossine delle alghe entrano nella catena alimentare». Da qui l’idea di usare le cozze di lago come «sentinelle». «Il progetto prevede di utilizzare organismi come i molluschi che per la loro capacità di accumulare tossine possono fungere da «guardiani» del lago - concludono i ricercatori - la ricerca prevede una nuova procedura rapida ed economica per identificare le tossine».
DANNI D’IMMAGINE «Per due anni abbiamo
registrato cali di presenze turistiche»
(D Vincenzo Amato su La Stampa)

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