«La ringrazio per il libro. L'ho apprezzato moltissimo e tra breve la verrò a trovare a Stresa per una conversazione, magari passeggiando tra i giardini di Villa Ducale». Così Silvio Berlusconi in una lettera inviata al direttore del Centro Studi Rosminiani di Stresa, padre Umberto Muratore, per ringraziarlo del suo nuovo libro Rosmini per il Risorgimento, che gli ha di recente inviato. A padre Muratore hanno scritto anche il governatore del Piemonte Roberto Cota, il presidente della Provincia Massimo Nobili, il
senatore Valter Zanetta, il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, il prefetto del Vco Giorgio Zanzi, il cardinale Camillo Ruini, il vescovo di Novara Renato Corti, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, il cardinale Severino Poletto di Torino. Tutti hanno voluto congratularsi con l'autore per come ha saputo delineare, in modo esauriente e assieme semplice, gli aspetti che riguardano il periodo del Risorgimento.
In quegli anni infatti, la posizione di Rosmini fu quanto mai lungimirante, secondo padre Muratore, in quanto il filosofo roveretano riteneva che l’unità andasse perseguita attraverso un federalismo di stati, che cancellasse però la frammentazione e si risolvesse in quattro grandi macro regioni confederate in una dieta comune. Un’idea di stato federale più prossimo a quello degli Stati Uniti d’America che alla vicina Svizzera, ha precisato Muratore, nella quale si può scorgere la veggenza di Rosmini: così, infatti, si sarebbe potuto arginare quel rischio di un’omologazione non convinta ad un modello politico, come quello piemontese, estraneo alla cultura e alla realtà di altre aree geografiche italiane. Ciascuna macro-regione, secondo Rosmini, avrebbe dovuto mantenere quanto acquisito nella sua storia in termini economico-sociali e di tradizioni e ciò in ragione della filosofia del diritto che impone di preservare quanto il singolo o la collettività ha già ottenuto. “In questi termini – ha precisato padre Umberto Muratore – la nazione italiana pensata da Rosmini avrebbe espresso la sua bellezza proprio nella pluralità e ciò avrebbe comportato assenza di conflitti”.
(Da La Prealpina e VcoAzzurraTv)
Thursday, June 10, 2010
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