«Ha ragione il mister, si parla negli spogliatoi e si reagisce sul campo ed è quello che vogliamo fare. Poi è normale che in questa situazione ci si confronti ma quello che abbiamo detto ce lo teniamo per noi e basta». Testa bassa e lavoro, risponde così Mattia Lego per raccontare il momento difficile dello Stresa e da capitano di mille battaglie difende il gruppo e le potenzialità per poter risalire la china, levandosi dai play out e giocandosi una stagione più tranquilla. Parole e obiettivi che devono fare i conti però con il mercato di riparazione ormai alle porte: pur restando abbottonata la società ha
fatto capire chiaramente che l’intenzione di intervenire c’è, in entrata e di conseguenza anche in uscita come ribadito nel faccia a faccia di martedì sera tra il presidente Marco Pozzo ed i direttori tecnico e sportivo Pasquale Corbetta e Lino Fontana. Con un occhio di riguardo alla difesa, perché è pur vero che il reparto offensivo non è al massimo della forma ma a fronte di 19 gol segnati la squadra finora ne ha subiti 21, troppi.
«Al mercato pensa la società, noi martedì ci siamo allenati come sempre e abbiamo parlato d’altro, cosa succederà lo vedremo nelle prossime settimane». Difficile anche per il capitano indicare un aspetto in particolare mancato in questa prima parte di stagione. «Forse i meccanismi di gioco - commenta -, da anni lavoriamo con un impianto collaudato e le cose che ci riuscivano fino a pochi mesi fa quest’anno ci vengono meno naturali. Poi c’è qualche torto arbitrale, ma quelli capitano sempre, solo che quando va male pesano di più. Al primo errore ci castigano, finora purtroppo è stato così anche quando abbiamo fatto la partita ma di una cosa sono certo: questo gruppo ha le potenzialità per salvarsi tranquillamente».
«Con una classifica così corta fa ancora più male, con cinque o sei punti in più e magari gli stessi problemi saremmo qui a parlare di un altro campionato» sottolinea Andrea Bortoletto che nella delusione del ko di domenica una piccola soddisfazione se l’è tolta tornando al gol, lui che da bomber di razza è abituato a ben altre cifre (17 reti la scorsa stagione) rispetto al bottino attuale. «Non segnavo dalla partita di Domodossola (sconfitta 3-1 alla terza giornata, ndr) e ovviamente è una situazione che pesa per un attaccante. E’ normale essere tutti sotto esame».
«C’è mancata un’identità di squadra, a Stresa era un punto di forza e purtroppo non riusciamo a giocare bene come eravamo abituati», tira le somme Antonio Di Palma.
(Di Luca Zirotti su La Stampa)
Thursday, November 18, 2010
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