E’ Giuseppe Conte con «L’adultera» il vincitore del Premio Stresa. Ieri all’hotel Regina la cerimonia di chiusura, animata dal ricordo di Nico Orengo. Il suo ultimo romanzo, «Islabonita», è infatti stato selezionato tra le opere finaliste un mese prima della sua morte. La scelta della giuria, presieduta da Gianfranco Lazzaro, è stata di non consegnare un premio alla memoria, ma di lasciare il romanzo a giocarsi la gara fino in fondo, al pari degli altri: «Questo Paese si distingue per riconoscere i geni post-mortem – ha detto Orlando Perera -. Credo che neanche Nico avrebbe voluto un premio alla memoria». A Stresa è arrivata anche la moglie e collega del direttore di «Tuttolibri», Chiara Simonetti: «“Islabonita” ha segnato una cesura nella produzione di Nico. Mentre lo scriveva si è fatto crescere i capelli e la barba e non l’aveva fatto mai prima. Credo che si fosse impossessato di lui il demone del noir, infatti è una storia completamente diversa dalle precedenti, che ha chiuso il suo percorso letterario».Il verdetto della giuria dei trenta lettori, che si è sommato a quello dei critici, non ha permesso al romanzo di salire oltre la quarta posizione. «Orengo avrebbe meritato un riconoscimento ad honorem – ha commentato il vincitore -. Sono contento di questa vittoria anche se non sono uno da premi letterari. “L’adultera” è un romanzo che vola alto».
La storia infatti prende spunto niente di meno che da un tema evangelico: la donna sorpresa in adulterio che viene salvata dalla lapidazione da Gesù, con le famose parole «chi è senza peccato scagli la prima pietra». Secondi classificati a parimerito Paola Capriolo con «Il pianista muto» e Peppe Fiore con «La futura classe dirigente», terzo Raffaele Nigro con «Santa Maria delle battaglie».
E già si pensa al futuro e al rilancio del premio letterario, nato nel 1976 dall’iniziativa di personaggi come Mario Soldati, Piero Chiara e Mario Bonfantini e oggi organizzato dalla Proloco. «E’ necessario chiederci che senso anno oggi la letteratura e i premi – commenta il presidente della giuria nonché vincitore della prima edizione -: la risposta è che la letteratura è fonte di gioia e, come ha fatto Orengo con i suoi romanzi e le sue poesie, ci ricorda che esistono ancora i sentimenti».
L’assessore alla Cultura stresiano Albino Scarinzi ha espresso il desiderio di «pensare in grande, trovare nuove idee per una grande idea portata avanti 33 anni fa da Lazzaro e Franco Esposito». La consigliera regionale Paola Barassi e il presidente della Provincia Massimo Nobili hanno confermato l’interesse delle istituzioni per la manifestazione.
(Da La Stampa di Maria Elisa Gualandris foto di repertorio)
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